Con il termine Cambiamento climatico ci si riferisce a cambiamenti a lungo termine nelle temperature e nei modelli meteorologici. Tali cambiamenti possono essere naturali, dovuti a mutazioni dell’attività del sole o a grandi eruzioni vulcaniche. Tuttavia, negli ultimi duecento anni, la causa principale sembra dovuta alle attività antropiche, legate principalmente alla combustione di combustibili fossili come carbone, petrolio e gas. Secondo il rapporto del 2021 del Gruppo Intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC), la crescente frequenza e intensità degli estremi di calore, delle ondate di calore marine, delle forti precipitazioni, delle siccità e dei gravi cicloni tropicali sono direttamente correlati al riscaldamento globale.
Effetti sulla salute del cambiamento climatico
Il cambiamento climatico ha dimostrato di avere gravi effetti sulla salute, tra cui un aumento della mortalità a causa delle ondate di calore più intense e frequenti e un calo della qualità dell’aria. Il riscaldamento climatico altera gli ecosistemi favorendo le invasioni biologiche di specie che tollerano meglio il calore e la siccità.
Aumento delle malattie allergiche
Negli ultimi decenni, a causa del Cambiamento climatico le malattie allergiche sono molto aumentate, colpendo più di 128 milioni di europei, con una prevalenza superiore al 30% tra la popolazione più giovane. Le allergie sono causate o esacerbate da fattori ambientali e inquinamento atmosferico. Gli inquinanti atmosferici come ozono, ossidi di azoto e particelle ultrafini alimentano processi infiammatori nelle mucose respiratorie. L’associazione tra inquinanti atmosferici e aeroallergeni aumenta così la gravità delle allergie.
Cambiamenti nelle esposizioni ai pollini
In particolare, il riscaldamento globale, combinato con l’aumento di CO2, modifica l’intensità e il momento della fioritura delle piante, provocando un anticipo delle fioriture, un aumento della biomassa vegetale e una maggiore concentrazioni di pollini nell’aria. Questo porta a un inizio precoce delle stagioni dei pollini, alla comparsa di nuove piante allergeniche e a un aumento dell’allergenicità dei pollini. In Italia, nel 2024, i pazienti allergici al cipresso hanno presentato sintomi già a novembre, un anticipo di quasi due mesi rispetto a dieci anni prima. Fenomeni analoghi sono stati osservati in Germania per la betulla. Questi cambiamenti sono influenzati anche da fenomeni urbani di maggiore rilievo, causa l’effetto isola di calore, rispetto alle zone suburbane periferiche.
Nuove fonti di pollini in Europa
Le specie invasive in Europa stanno diventando autoctone, fornendo nuove fonti di polline. L’Ambrosia artemisiifolia, originaria del Nord America, si sta diffondendo rapidamente nell’Europa centrale, soprattutto nelle aree ruderali, nei terreni incolti e lungo le vie di comunicazione. Il polline di ambrosia ha un potenziale allergenico considerevole, con sintomi che si estendono fino all’autunno. La prevalenza della sensibilizzazione all’ambrosia è in rapido aumento, attualmente oltre l’8% degli adulti tedeschi. Anche altre piante allergeniche, molto diffuse in altri continenti, come la Broussonetia papyrifera, incominciano ad essere segnalate anche in Italia.
Aumento dell’allergenicità del polline nell’aria
Inquinanti atmosferici e alti livelli di CO2 aumentano non solo le concentrazioni di polline ma anche l’allergenicità delle piante, soprattutto nei microclimi urbani e lungo strade ad alto traffico. Il polline di betulla nelle regioni con alto contenuto di ozono atmosferico ha un’allergenicità più forte. Un aumento dei livelli di CO2 e lo stress da siccità aumentano significativamente la produzione di polline di ambrosia. Il polline può attaccarsi al particolato e alle particelle di scarico diesel, aumentando la flogosi delle vie aeree nei pazienti allergici. Inoltre, il cambiamento climatico può aumentare l’allergenicità nelle spore fungine. Fenomeni meteorologici estremi come i temporali che causano shock osmotico nei pollini con liberazione di particelle allergeniche sub-microniche innescano insorgenza di crisi d’asma bronchiale.
In conseguenza di tutti questi fenomeni è già in corso ed è previsto un aumento dell’incidenza di malattie allergiche dovute ai pollini. È importante la promozione di decisioni governative per mitigare il cambiamento climatico come misure urgenti da affrontare in tutto il mondo. I paesi maggiori produttori di CO2 a livello globale sono attualmente Cina, Stati Uniti, India e Russia.
Cosa può fare il singolo individuo
Aspettiamo da anni che tutte le nazioni condividano la battaglia contro il Cambiamento climatico. Ma cosa può fare il singolo individuo? Ci sono molte azioni che ognuno di noi può intraprendere per limitare gli effetti di questo fenomeno mondiale. Ecco alcune idee:
- Ridurre il consumo di energia
- Utilizzare mezzi di trasporto sostenibili
- Ridurre il consumo di carne e prodotti lattiero-caseari
- Limitare l’uso della plastica, riutilizzare oggetti e riciclare materiali quando possibile
- Utilizzare l’acqua in modo responsabile
- Piantare alberi non allergenici
Ogni piccolo gesto conta e, se adottato da molte persone, potrebbe portare a un cambiamento significativo.
BIBLIOGRAFIA
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Articolo a cura di Renato Ariano, specialista in Allergologia, Bordighera (IM)